Idee anticrisi, ecco i dining bonds:

li paghi meno di quello che valgono, li spendi alla riapertura del ristorante

Idee anticrisi, ecco i dining bonds:

li paghi meno di quello che valgono, li spendi alla riapertura del ristorante

Dining bonds e delivery: la risposta di Rosso di Sera alla crisi

Nel marzo 2020, quando l’emergenza Covid-19 ha costretto i ristoranti a chiudere da un giorno all’altro, Dennis Bormolini di Rosso di Sera non si è arreso. Mentre altri aspettavano tempi migliori, lui ha ideato i dining bonds: voucher che si pagano ora, a un prezzo inferiore al loro valore, e si spendono quando il ristorante riaprirà.

Un’idea nata in America che Dennis Bormolini ha adattato alla realtà comasca.
I dining bonds permettono di sostenere l’attività garantendo liquidità immediata e offrono ai clienti uno sconto del 25% sulla cena futura.
Ci sono due tagli: 75 euro per un valore di 100 e 125 euro per un valore di 150.
Oltre a questa formula innovativa, Rosso di Sera ha attivato un servizio di consegna a domicilio con menù che cambiano ogni settimana in base alla stagione e alle previsioni del tempo. Si può ordinare dalla tradizionale polenta col brasato alle pizze più creative, con l’attenzione di sempre alla qualità e alla conservazione dei piatti.

La creatività non si ferma qui: durante il periodo pasquale è stata lanciata l’”Happy Easter Box“, un pranzo di Pasqua completo consegnato a domicilio. L’uso dei social media è stato fondamentale per mantenere il contatto con la clientela, condividere menu, promozioni e foto inviate dai clienti stessi.
È la community che ha permesso al ristorante di continuare a funzionare, anche se non a pieno regime.

Il messaggio di Dennis Bormolini è chiaro: non bisogna sentirsi sconfitti prima ancora di riaprire. Con i dining bonds, il delivery e l’inventiva, Rosso di Sera ha trasformato una crisi in un’occasione per stringere i legami con i clienti e sostenere l’economia locale.
Chi acquista un dining bond investe sul futuro e contribuisce a mantenere vivo un pezzo importante della ristorazione comasca.

Fonte: Qui Como