il no show arriva anche in Lombardia

Prenotano, poi non si presentano e i ristoranti vanno in crisi

il no show arriva anche in Lombardia

Prenotano, poi non si presentano e i ristoranti vanno in crisi

No show in Lombardia: ristoranti in crisi per le prenotazioni fantasma

Nel gergo della ristorazione si chiama “no show“: si prenota un tavolo, spesso numeroso, e poi ci si dimentica di avvisare il ristorante che non si andrà.
Un malcostume che si è diffuso a Roma e che ora colpisce anche la Lombardia, mettendo in crisi locali di ogni dimensione.

A denunciare il fenomeno è Dennis Bormolini, titolare del Rosso di Sera a Drezzo. “Ho 70 coperti e ieri a pranzo ne ho persi 15 perché tre tavoli prenotati sono rimasti vuoti – spiega –. Una prenotazione era per le 12.30; alle 13.19 abbiamo mandato un messaggio per chiedere notizie e ci hanno risposto che non sarebbero venuti causa maltempo. Questo è solo uno dei nove casi registrati nell’ultima settimana, per un totale di 40 coperti saltati”.

Il no show non è soltanto un gesto di maleducazione: comporta costi in termini di personale, materie prime sprecate e fatturato mancato. Per difendersi, alcuni ristoratori romani e toscani hanno introdotto caparre e penali sulle carte di credito; anche in Lombardia si pensa a soluzioni simili. Fabio Acampora, vicepresidente vicario di Epam, sottolinea che le uniche strategie efficaci sono richiamare i clienti prima del servizio e prevedere una penale per chi disdice all’ultimo minuto.

Dennis Bormolini preferirebbe però puntare sulla sensibilizzazione: “Bisogna tornare a una cortesia che si sta perdendo.
Se su una tavolata di venti persone una rinuncia, gli altri devono informare.

Può sembrare un’utopia, ma se non ci proviamo non cambierà mai nulla”. E intanto ricorda che il no show colpisce tutti: dai ristoranti stellati agli esercizi sociali come PizzAut, che è stato vittima di una disdetta per 150 persone. La riflessione è chiara: prenotare è un atto di responsabilità e rispetto verso chi lavora.

Fonte: La Repubblica